Tertulliano

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Tertulliano, De anima, 56-7 (frammenti)

LVI. AN COMMORENTVR HIC ANIMAE POST MORTEM.

[1] Occurrit disceptatio, an hoc ab excessu statim fiat, an quasdam animas aliqua ratio detineat hic interim, an etiam receptas liceat postea ab inferis ex arbitrio uel ex imperio interuenire. [2] Nec harum enim opinionum suasoriae desunt. Creditum est insepultos non ad inferos redigi quam iusta perceperint, secundum Homericum Patroclum funus in somniis de Achille flagitantem, quod non alias adire portas inferum posset arcentibus eum longe animabus sepultorum. (...)

[4] Aiunt et immatura morte praeuentas eo usque uagari istic, donec reliquatio compleatur aetatum, quacum peruixissent, si non intempestiue obissent. (...)

[8] Proinde extorres inferum habebuntur quas ui ereptas arbitrantur, praecipue per atrocitates suppliciorum, crucis dico et securis et gladii et ferae; nec isti porro exitus uiolenti quos iustitia decernit, uiolentiae uindex. Et ideo, inquies, scelestae quaeque animae inferis exulant. Alteram ergo constituas, compello, aut bonos aut malos inferos: si malos placet, etiam praecipitari illuc animae pessimae debent; si bonos, cur idem animas immaturas et innuptas et pro condicione aetatis puras et innocuas interim indignas inferis iudicas?

LVII. [1] Aut optimum est hic retineri secundum ahoros aut pessimum secundum biaeothanatos, ut ipsis iam uocabulis utar quibus auctrix opinionum istarum magia sonat (...)



TRADUZIONE:

LVI. [1] Sorge la questione se questo [il viaggio all'Ade] abbia luogo immediatamente dopo il distacco dell'anima dal corpo; o se alcune anime siano trattenute per qualche ragione speciale nel frattempo [tra la morte e il momento escatologico] qui sulla terra; e se è a loro permesso di uscire dall'Ade, per loro volontà e per intervento di qualche autorità. [2] E non mancano affatto persone pronte a sostenere con sicurezza persino opinioni come queste. Si credeva che i morti insepolti non potessero essere ammessi all'Ade prima di aver ricevuto degna sepoltura; come nel caso di Patroclo, narrato da Omero, che in sogno chiede ad Achille di dargli sepoltura, perché in caso contrario non avrebbe potuto entrare nell'Ade in alcun modo, dato che le anime dei sepolti continuavano a spingerlo via. (...)

[4] Dicono anche che quelli che muoiono di morte prematura si aggirano qua e là [sulla terra] finché non hanno completato il numero di anni che avrebbero dovuto vivere se non se ne fossero andati prima del tempo. (...)

[8] Quindi bisogna considerare in esilio nell'Ade quelle anime che sono strappate al mondo per mezzo di violenza, in particolar modo quelle che subiscono crudeli torture come la croce, la scure del boia, il gladio e il leone; ma non consideriamo morti violente quelle somministrate a fini di giustizia, che della violenza è vendicatrice. Così potresti dire: allora le anime empie quelle che vengono bandite nell'Ade. Ma io ti esorto a determinare innanzitutto quale delle due regioni dell'Ade intendi, quella buona o quella cattiva? Se intendi la parte cattiva, le anime dei malvagi meritano di esservi consegnate; se invece intendi quella buona, perché dovresti giudicare immeritevoli di essa le anime infantili, vergini, quelle che a causa della loro età erano pure e innocenti?

LVII. [1] E' una cosa molto buona essere trattenuti nelle regioni infernali con gli Aori, ovvero le anime di quelli morti prematuramente; d'altra parte è davvero brutto essere associati a quelli che hanno sofferto una morte violenta, ai Biothanatoi, se posso usare una parola che ancora risuona di magia (...)